BottomUp (1) Masamea
Parte Tre: Solana
Data di pubblicazione prevista: primavera


Le opere.
ULTIMA USCITA:
Titolo: “BottomUp (1) Masamea”
Sottotitolo: “Parte Due: Elphera”
Data Pubblicazione: 24/09/2024
Alla fine, si parte alla ricerca dell’Eroe. Destinazione Elphera.
Dopo essere stato inviato nel nuovo mondo, Masamea, Jette trova una nuova famiglia. Ma il solo pensiero che ci possa essere una possibilità di tornare a casa, non gli fa dormire sonni tranquilli. E così, dopo essere diventato un Prode, parte per il viaggio definitivo. Insieme all’amica Dyaria e al suo… cane.
Purtroppo però, già dal primo giorno, scoprirà che non sempre le cose stanno come si crede, anzi. Come si dice: “Non si finisce mai di imparare”…
Ti sei perso la pubblicazione precedente?
BottomUp (1) MASAMEA – Parte Uno: Curia
BottomUp (1) MASAMEA
Parte Due: Elphera
BottomUp (1) MASAMEA
Parte Uno: Curia
L’Autore.
«sono uno di voi»
Ciao!
Potrei iniziare in pompa magna con frasi fatte del tipo: “L’autore è un narratore appassionato che trasforma le parole in mondi incantevoli”, “Affascina i lettori con storie avvincenti e personaggi indimenticabili” o, ancora, “Nelle sue opere la magia delle parole si fonde con la potenza delle emozioni.”…
Ma, sinceramente, oltre a riempire la bocca di chi scrive, raramente “riempiono gli occhi” di chi legge.
Potrei narrare la storia della mia vita, con robe del tipo: “La sua passione per la scrittura è nata fin da giovane età, quando trascorreva giornate intere a leggere libri nella biblioteca di famiglia. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere all’Università di Firenze…”
Ma, a parte essere una balla colossale, anche questo interesserebbe sì al critico, ma lascerebbe totalmente indifferente il lettore. Perché quello che ama fare un lettore è… leggere. Lo so bene.
La realtà è che alle scuole superiori raramente sono riuscito a raggiungere la sufficienza sui temi di italiano. Ma non perché non sapessi scrivere. Era solo che non riuscivo proprio a farmi un’idea di COSA scrivere. Ero invece bravo in matematica. E nella materia affine, in quanto tecnica: la grammatica.
Poi, finite le scuole dell’obbligo (ci comprendo anche le scuole superiori) e dopo diverso tempo, ho iniziato a studiare “l’arte dello scrivere” da solo. Forse perché non ero più obbligato a farlo.
Come nasce “Luca Lucentini Scrittore”? Da una semplice domanda.
A quei tempi lavoravo con Giorgio. Un giorno gli racconto una storia fantasy che avevo in mente. Una storia che avrei tanto voluto leggere (anche guardarne il film magari). Solo che, bastardi, nessun autore al mondo l’aveva ancora scritta! Allora, stavo contattando amici artisti/fumettisti per poterne fare un manga. E Giorgio, ascoltando le mie idee, mi fa: «Bello, perché non ci scrivi un libro?»
Quella è stata la scintilla che ha fatto nascere “Luca Lucentini Scrittore”.
La mia risposta mentale fu del tipo: “See certo, un libro. Io? In effetti però, se sapessi come fare, potrei fare tutto da solo senza scomodare artisti e disegnatori. E potrei comunicare le mie idee direttamente e senza intermezzi, così come ho fatto poco fa con Giorgio. E poi, così potrò finalmente leggere la storia che nessun altro ha mai pubblicato.”
Mentre la risposta a voce fu: «Ma che cazzo dici!»
E così mi sono messo a studiare. Dapprima ho ripassato le regole della grammatica sul libro delle elementari (per favore no-comment). E poi mi sono messo a scrivere. Scrivevo e studiavo come scrivere. E scrivevo. E studiavo cosa scrivere. E scrivevo.
L’altro giorno, per caso mi sono riletto la prima versione del primo capitolo del primo libro che ho scritto. Ci credo che a scuola non riuscivo ad arrivare alla sufficienza.
Però, a forza di farlo, adesso ci riesco bene. Cioè, non che sia chissà quale cima, ma la mia comunicazione riesce a raggiungere il lettore, e tanto basta.
È stato un po’ come andare in palestra. All’inizio non sei allenato, non capisci quali muscoli usare per gli esercizi e i tuoi acerrimi nemici sono il tapis roulant e la panca per gli addominali. Poi, però, a forza di esercitarsi, mentre vieni corretto dal personal trainer, arrivi a un punto in cui diventi un “professionista” del tuo corpo. Da lì in poi, è solo una questione di persistenza.
Una domanda interessante che un potenziale lettore potrebbe fare è, ovviamente, “che roba scrivi?”
Mi piace scrivere (e anche leggere se è per quello) romanzi fantasy. E fantascienza. Ma non disdegno horror, triller e storie d’amore. Solo una cosa deve essere sempre presente in qualsiasi storia che mi piace leggere (e scrivere): ci deve essere qualcosa di irreale, di impossibile, di… magico.
Voglio dire, per le cose “normali” c’è già bello e pronto il mondo che ci circonda.
Non scriverei mai (ne leggerei) una storia realistica che potrebbe realmente succedere nel nostro mondo. Qui lo dico e qui lo nego: mi è capitato di leggere romanzi “normali” e qualcuno mi è pure piaciuto parecchio. E probabilmente mi capiterà in futuro. Ma quello che mi stuzzica, quello che mi affascina, è quando in una storia c’è qualcosa di magico, immaginario, impossibile.
Come perché? Beh, dal mio punto di vista, nel mio tempo libero, dopo una dura giornata di studio o lavoro, mi piacerebbe poter sognare con qualcosa al di fuori dal mondo, un bel libro fantasy sarebbe perfetto. Certo che se oltre a ciò potessi anche apprendere qualcosa di nuovo da quella storia sarebbe magnifico. Le mie storie servono per (temporaneamente) evadere dal trantran quotidiano e (magari) ritornarci arricchito di qualcosa in più.
Ecco cosa troverai sicuramente nei miei libri: qualcosa che nella realtà non potrebbe mai accadere (forse).
A Giorgio, quel giorno avevo raccontato la trama della mia storia. Il titolo era “La Leggenda di Stille”, primo libro di una trilogia intitolata “Adjust This Aster”. Sì perché io, gran figo, sono partito a scrivere una trilogia come prima opera, giusto per rendermi la vita facile.
Ma ho smesso a metà. Ho dovuto parcheggiare quel libro per prendere mano con qualcosa di più semplice. Questo era lo scopo iniziale per cui ho iniziato a scrivere “BottomUp”.
“BottomUp” ha una storia più lineare e più semplice. Non ha grossi colpi di scena e la lettura è piuttosto leggera. Ma è (per me) accattivante e coinvolgente. Un crescendo narrativo a partire da zero, proprio come ho fatto io, proprio come dice il titolo: “bottom” (fondo) e “up” (su).
Ora, prima di poter continuare la mia prima opera (inedita) mi impegnerò a portare avanti la storia di “BottomUp” (per vostro e mio diletto) fino alla sua conclusione e vi assicuro che ne vedremo delle belle.
E poi, finalmente potrò leggere il libro che ho scritto. Quella è la mia meta.
Sembro un po’ matto, lo so, ma ve l’ho detto: «sono uno di voi».
Contatti.
Parliamone…
Se hai qualche domanda, usa pure il modulo sottostante, sarò lieto di risponderti appena possibile. Se vuoi fare una domanda su un libro in particolare o vuoi segnalare un errore o un’inesattezza, per favore specifica a quale opera ti stai riferendo.
BottomUp (1) Masamea
Parte Due: Elphera

Titolo: “BottomUp (1) Masamea”
Sottotitolo: “Parte Due: Elphera”
Data Pubblicazione: 24/09/2024
Alla fine, si parte alla ricerca dell’Eroe. Destinazione Elphera.
Dopo essere stato inviato nel nuovo mondo, Masamea, Jette trova una nuova famiglia. Ma il solo pensiero che ci possa essere una possibilità di tornare a casa, non gli fa dormire sonni tranquilli. E così, dopo essere diventato un Prode, parte per il viaggio definitivo. Insieme all’amica Dyaria e al suo… cane.
Purtroppo però, già dal primo giorno, scoprirà che non sempre le cose stanno come si crede, anzi. Come si dice: “Non si finisce mai di imparare”…
BottomUp (1) MASAMEA
Parte Due: Elphera
BottomUp (1) MASAMEA
Parte Uno: Curia
L’Autore.
«sono uno di voi»
Ciao!
Potrei iniziare in pompa magna con frasi fatte del tipo: “L'autore è un narratore appassionato che trasforma le parole in mondi incantevoli”, “Affascina i lettori con storie avvincenti e personaggi indimenticabili” o, ancora, “Nelle sue opere la magia delle parole si fonde con la potenza delle emozioni.”…
Ma, sinceramente, oltre a riempire la bocca di chi scrive, raramente “riempiono gli occhi” di chi legge.
Potrei narrare la storia della mia vita, con robe del tipo: “La sua passione per la scrittura è nata fin da giovane età, quando trascorreva giornate intere a leggere libri nella biblioteca di famiglia. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere all’Università di Firenze…”
Ma, a parte essere una balla colossale, anche questo interesserebbe sì al critico, ma lascerebbe totalmente indifferente il lettore. Perché quello che ama fare un lettore è… leggere. Lo so bene.
La realtà è che alle scuole superiori raramente sono riuscito a raggiungere la sufficienza sui temi di italiano. Ma non perché non sapessi scrivere. Era solo che non riuscivo proprio a farmi un’idea di COSA scrivere. Ero invece bravo in matematica. E nella materia affine, in quanto tecnica: la grammatica.
Poi, finite le scuole dell’obbligo (ci comprendo anche le scuole superiori) e dopo diverso tempo, ho iniziato a studiare “l’arte dello scrivere” da solo. Forse perché non ero più obbligato a farlo.
Come nasce “Luca Lucentini Scrittore”? Da una semplice domanda.
Continua...

